La seduzione comincia a tavola

8 marzo festa della donna? No, grazie

8 marzo festa della donna? No, grazie

Oggi è l’8 marzo: in giro vendono le mimose, dappertutto fioccano gli auguri, internet, giornali, televisione, è tutto tappezzato di auguri alle donne. Ma fermiamoci un attimo: auguri alle donne PERCHE’?

Non mi risulta esista una festa per gli uomini, in genere si fanno le feste di categoria per quelle categorie, appunto, o di minoranza o che devono avere “un giorno all’anno per sentirsi speciali”

     Ma io non voglio gli auguri oggi, come non li voglio domani o fra un mese, io voglio continuare a sentirmi non speciale nè superiore a nessuno, voglio sentirmi NORMALE!!! SEMPRE!!! 

     L’8 marzo io non metto il naso fuori casa: mi è bastato qualche anno fa, sono uscita per una normale mangiata con delle mie amiche, al ritorno continuavamo a incontrare gruppetti di donne schiamazzanti e/o ubriache, chi si vantava a voce alta di un qualche fugace rapporto in un bagno con un uomo di cui non sapeva nemmeno il nome, o altre amenità del genere. La nostra passeggiata è stata quindi interrotta causa un attacco prepotente di nausea.

Ma che tristezza!!!! Ma festa della donna vuol dire uscire, ubriacarsi, avere rapporti con chiunque e dovunque? Vuol dire urlare come delle galline davanti a maschioni seminudi e sudati che durante l’anno nemmeno avrebbero degnato di uno sguardo?

Mi dispiace ma io non ci sto!!! Mi sta bene che ci siano persone senza dignità, ma posso dispiacermi nel vedere che moltissime donne (purtroppo) non hanno capito cosa sia realmente la festa della donna? Non starò qui a raccontare la storia delle operaie bruciate nella fabbrica, basta fare una ricerca e la nostra curiosità è soddisfatta, ma avrei una preghiera da fare alle donne che ancora possiedono un pò d’intelligenza:

se non vogliamo che gli uomini ci trattino da cretine, smettiamola di fare le cretine!!! Altrimenti non abbiamo diritto di lamentarci!!!

Il mio abbraccio e la mia grandissima solidarietà va a tutte le donne che ogni giorno combattono, che studiano, che invece di spendere soldi solo in vestiti e scarpe ogni tanto comprano un libro, a chi rinuncia a scelte facili per un sano orgoglio e una sana dignità, a chi in un mondo maschilista e testosteronico riesce ad andare avanti a testa alta, alle volte piangendo lacrime amare. A quelle donne io levo i calici!!!

Cristina

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“Il miglior riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa” John Ruskin, 1819-1900, scrittore, pittore, poeta, critico d’arte britannico.

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