La seduzione comincia a tavola

L’insalata russa della mia sorellina

L’insalata russa della mia sorellina
“Жизнь сваливается на нас как снег на голову, а затем потихоньку тает.” La vita ci casca addosso come una slavina per poi sciogliersi poco a poco. (Sergei Sidorov presidente del circolo aforistico di Mosca)

          Ma l’insalata russa è davvero di origine russa? E come mai questa insalata, in Russia, viene chiamata semplicemente “Olivier”? Da quello che ho potuto appurare, sembra che questa insalata sia nata davvero in Russia, intorno al 1860, ma per mano di un francese, un certo Lucien Olivier che aprì nel centro di mosca il famoso ristorante “Hérmitage”. In quegli anni per l’aristocrazia russa era una moda radicata assumere cuochi francesi e architetti italiani, per la ricercatezza che ognuno metteva nel suo campo. Questo Olivier divenne così famoso che veniva spesso invitato nelle case di ricchi e nobili per gestire e dirigere i sontuosi banchetti. Sembra che lui inventò per caso un piatto che si chiamava “cacciagione in maionese”, con pernici, quaglie in gelatina, crostacei, maionese con olio di provenza e decorato con tartufi neri, sottaceti, uova sode, e per decorare ulteriormente il piatto nel centro metteva solitamente una piramide di patate lesse, sottaceti e uova.
     Inutile dire dell’enorme successo che ebbe questo piatto. Tutto andò bene fino a che un nobile, tanto ricco quanto cafone, in maniera molto barbara e ferina mescolò insieme tutti gli ingredienti con malagrazia. La sorpresa è che lo mangiò con gusto!
     Come tutti i grandi e conclamati chef, anche Olivier era molto permaloso e dispettoso, e fu per puro dispetto che il giorno dopo servì ai propri clienti lo stesso piatto mescolato malamente come aveva fatto il nobile cafone. Ma la sorpresa più grande fu accorgersi che questo piatto era ancora più apprezzato del primo e che contribuì ad aumentare notevolmente la sua popolarità.
     Morì senza lasciare la sua ricetta originale, nel corso del tempo si è tentato di rifarla andandoci vicino ma mai riuscendo a riprodurla fedelmente, fino a che non è approdata da noi diventando “l’insalata russa”: un miscuglio proveniente da una grande nazione!!! Ed oggi una specialità della mia sorellina (gentilmente decorata da mio cognato, vabhe citiamo pure lui) 🙂
INGREDIENTI:
per 6 persone
  • 4 patate medie lessate
  • un vasetto grande di giardiniera
  • piselli 200 g.
  • 2 vasetti medi di tonno
  • una manciata di capperi
  • maionese, per la ricetta QUI
  • sale, pepe e noce moscata q.b.
PROCEDIMENTO:
 
     Avremo già lessato le patate, come se dovessimo fare un purè. Lessiamole, schiacciamole, e mettiamole in una ciotola. Lessiamo i piselli (in scatola o surgelati) e scoliamoli bene, poi aggiungiamoli alle patate. Tritiamo grossolanamente la giardiniera e i capperi con il coltello o la mezzaluna, e aggiungiamo anche lei alle patate. Facciamo lo stesso con il tonno, tritiamolo, e aggiungiamolo alle patate. Regoliamo di sale, pepe e noce moscata e mescoliamo bene tutti gli ingredienti.

 

     Ci sono varie scuole di pensiero, c’è chi lascia le patate a tocchetti, mentre a noi piace la versione che fa mia sorella Monica, cioè questa con le patate passate nel mixer o nello schiacciapatate. Mescolo bene, amalgamo con la maionese (io ho dato il link della ricetta della maionese, ma se proprio non vi va di farla comprate un bel barattolo grande, ce ne vorrà tanta!)
     Mescolata con la maionese, è arrivato il momento di decorarla. Spazio alla fantasia, noi questa volta l’abbiamo fatta a cupola, ricoperta con uno strato non molto spesso di maionese.
     Livellato e lisciato bene la maionese, perché non divertirsi a decorarla? Noi l’abbiamo fatto con olive, peperoni sottaceto, capperi, uova sode e cipolline. Visivamente davvero molto bella.

 

 

     Non male vero? dopo averla fatta bisogna metterla in frigo per farla compattare un po’. Il problema è che se si mette la pellicola si rovina, e se la si lascia troppo tempo senza copertura si rovina comunque. L’ideale è lasciarla una mezz’oretta in frigo, basta iniziare a farla un’ora prima di servirla e il gioco è fatto, tanto la preparazione non è difficile. Bella fresca e ottima da servire agli ospiti, che vi guarderanno con aria aliena e chiederanno “Ma quanto hai speso per questo splendore?”
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