La seduzione comincia a tavola

Tanti auguri, Irene e Fabrizio!!!

Tanti auguri, Irene e Fabrizio!!!

 

Irene e Fabrizio very romantics“Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf, e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il prima possibile.” Harry (Billy Crystal) a Sally (Meg Ryan) nel film Harry ti presento Sally del 1989

     Oddio…. che sensazione strana scrivere questo post… che si prova quando una bimba, che ha l’età di tuo figlio, che hai conosciuto praticamente appena nata, ti invita al suo matrimonio e te la ritrovi improvvisamente una bellissima giovane donna?

Inizia tutto con qualcosa di simile a “eravamo 4 amici al bar”…. 4 amiche, coetanee, giovanissime, hanno per una strana casualità 4 figli praticamente della stessa età… è inevitabile quindi ritrovarsi insieme con i nostri pulcini e portarli al parco, a fare le gite, a farli giocare insieme….4 pulcini bellissimi che giocano insieme mentre le mamme prendono un tè e chiacchierano come se non ci fosse un domani, divertendosi a immaginare per i proprio figli un futuro che puntualmente cambierà…

Elisa, Daniele, Irene, Alan, i 4 pulcini

Da sinistra: Elisa, figlia di Cinzia, che ho rivisto al matrimonio dopo veramente tanto tempo, Daniele figlio di Luisa che mi piacerebbe tanto rivedere ma ho perso i contatti, Irene, figlia di Marina che vedo ancora adesso e protagonista della storia, e Alan, mio figlio.

Quando penso che questa foto è stata scattata in un tempo dove le macchine digitali e i cellulari non esistevano ma si doveva far sviluppare i rullini oppure usare le mitiche “kodak usa e getta”, mi cade addosso una strana sensazione, che preferisco scacciare via subito. Adesso uso lo smartphone, sono perennemente connessa a internet, ci prendo appunti, ci faccio le foto, uso il computer, parlo di tecnologia, e solo pochi decenni fa non immaginavo nemmeno tutto questo.

Sarà per quello che questo post, conseguente al matrimonio di Irene, mi lancia nel tunnel della nostalgia, ma è un tunnel che è bello percorrere fino all’uscita, anche se ti lascia gli occhi umidi.

E nonostante io sia ancora adesso in contatto con Marina,  la mamma di Irene che vedo ogni settimana, ovviamente la figlia si faceva la sua vita: scuola, lavoro, e il compagno della vita. Rivederla dopo tanti anni, dopo che l’ultima immagine di lei era di una bimba che ci assordava i timpani cantando “sono un fungo uacciuwari”, è stato un misto di shock e di piacere: il piccolo pulcino, grande quanto mio figlio, ha compiuto la sua metamorfosi e si è trasformato in una splendida farfalla. L’unica cosa che deve fare adesso è volare, e cercare di non permettere a nessuno di farla ricadere a terra.

Ma credo di aver già percorso abbastanza il tunnel della nostalgia, pensiamo al presente. Siccome so che Irene leggerà questo mio post, parlerò del suo matrimonio e della cucina, d’altra parte è un blog di cucina no? Bene, cara Irene non te l’ho voluto dire né a voce né in mail, ma avevo già pensato, mentre ero al tuo matrimonio, cosa ti avrei detto a riguardo, perché raramente mi è capitato di assistere a un matrimonio organizzato da una ragazza di 27 anni che non fosse il solito caciarone, kitch, confusionario, stancante e abbuffante, ma con mia somma sorpresa è stato un matrimonio molto intelligente e di classe. Il primo matrimonio dal quale non ne sono uscita né stanca, né intontita,  né piena come un uovo.

Di matrimoni ne ho assistiti tanti: amici, parenti, amici degli amici, e in genere iniziano la mattina per finire a tarda notte dopo aver mangiato 10 carrelli di antipasti compreso le ruote e il cameriere, 6 primi, 5 secondi, 8 contorni, sorbetto per pulire lo stomaco assieme all’impresa di pulizie “la fulgida”, caffè, dolcetti, ammazzacaffè, torta nuziale, e a quel punto si ricomincia con l’aperitivo pre-cena perché nel frattempo si è rimasti seduti a tavola per l’equivalente di qualche mese, io ormai non ho più l’età per queste cose!!!

Ma questo matrimonio mi ha veramente stupito!!! Poche persone, parenti e amici stretti, quindi l’atmosfera era ovattata e Irene era circondata non da una folla urlante ma solo dai “pochi ma buoni” (ringrazio per l’invito esteso anche a me!!!) Non so quanti eravamo, ma a occhio e croce credo che fossimo fra i 30 e i 40 invitati.

Bella la cerimonia nel Comune, ovattata anche lei, sembrava veramente di essere immersi in un’atmosfera da favola. Dopo la funzione gli sposi sono andati a fare le foto di rito, sono arrivati abbastanza tardi, cioè intorno alle 14, normale quando si fanno le foto, ma intelligentemente mentre gli sposi e il fotografo erano andati a farsi le foto, gli ospiti si erano intanto diretti nel posto dove si sarebbe tenuto il pranzo. Una specie di cascina-resort veramente splendida, dove avevano allestito un buffet in piedi nello splendido parco di questo resort con vista su laghetto con papere e un boschetto sul fondo. Acqua, vini e prosecchi, e antipasti veramente deliziosi e fuori dai soliti canoni. Ma non li dico perché nel frattempo ho rubato qualche idea qui e là e prossimamente su questi schermi metterò le ricette che cercherò (umilmente) di riproporre.

Veduta del fantastico resort

La qualità era eccelsa, perché il segreto è sempre lì: quando non impera la quantità, impera la qualità. Dove invece c’è eccesso la qualità scende. Less is more! Devo dire che con mia somma gioia non c’è stato l’assalto al buffet come purtroppo ho avuto modo di vedere tante, troppe volte. Io infatti aspetto sempre che passi la marmaglia rimanendo puntualmente con poco e niente. Questa volta si è svolto tutto in maniera molto discreta ed educata, quasi “british” oserei dire, e ho potuto anche io dirigermi tranquillamente verso il buffet, fare un minimo di fila perché non c’è stato l’assalto ma con molta calma ci si dirigeva a scaglioni a farsi servire.

Comunque il fatto che non ci si abbuffasse non vuol dire che non c’era niente da mangiare, perché il proprietario (un tipo particolare e molto molto trendy, che passava spesso a sentire come andava e se tutto era a posto) sorvegliava la situazione e in caso qualcosa finisse era pronto a far rimettere un vassoio di rinforzo. Organizzazione ottima, cibo ottimo e particolare, insomma veramente notevole. Ma la cosa che più di tutto mi ha stupito è stata la bomboniera alla fine del pranzo: su un tavolo a parte sul terrazzo del resort c’erano gli immancabili confetti, di tutte le fogge e colori e sapori, e tanti pacchettini di forme diverse. Chiedo a Irene cosa erano e lei mi dice che sono libri e cd musicali tratti dai più famosi film. A quel punto sono veramente capitolata: io sono un’appassionata di film e di libri (la mia biblioteca scoppia letteralmente, e sono un’appassionata cinefila) e vedere questa cosa moltissimo particolarissima mi ha veramente stupita!!! (si potrà dire moltissimo particolarissima? no eh? va bhe ormai l’ho detto…) Ero davvero estasiata!!! Non le solite robine che finiscono immancabilmente in qualche vetrina a prendere polvere per poi dimenticarsene, ma qualcosa di vivo, colto, intelligente, come libri e musica, che più e più volte potrai rileggere o sentire!!! Ed è stato molto carino perché non essendoci nessun nome sopra, era un poco pescare a caso e affidarsi alla fortuna.

Brava Irene, se chi ben comincia è alla metà dell’opera, tu hai cominciato in maniera eccelsa. E non lo dico perché sono di parte, non lo dico perché tu e tua mamma leggerete questo post, non lo dico per fare una sviolinata, perché non ne avrei potuto parlare con tanto entusiasmo!

Se il matrimonio non mi fosse piaciuto quanto mi è piaciuto, avrei fatto un post tranquillo, avrei detto “si, è stato un bel matrimonio” e sarebbe finito lì. Ma non mi è piaciuto, ne sono entusiasta, e sono tanto contenta per te.

Viaggio di nozze: direzione Giappone. Ovviamente mi ha mandato delle foto dei cibi locali. (Per un qualche strano motivo amici e parenti mi identificano col cibo, chissà mai perché!!!) La particolarità di cui mi ha parlato è che in vetrina espongono i piatti finti dei cibi, ma quando li ordini arrivano fatti e impiattati esattamente come il modello in vetrina!!! Io da sempre amo l’oriente, e i Giapponesi sono degli esteti, ce l’hanno nel DNA, e come supponevo mi ha confermato che il sushi che si mangia in loco è assolutamente diverso dal sushi che mangiamo qui nei ristoranti giapponesi. E che il tofu fresco è assolutamente strepitoso, e non faccio fatica a crederle.

Auguri Irene e Fabrizio, vi voglio bene!!! E…non so cosa dire d’altro! L’unica cosa che mi viene da fare è abbracciarvi. Alle volte troppe parole sono superflue.

Non so cos'è ma non è splendido?
Non so cosa siano ma questo vassoio è spettacolare!!!
Sushi davvero diverso dai nostri...
Un sushi veramente diverso dai nostri

 

Riconosco la zuppa di miso...
La zuppa di miso la riconosco… il riso….e qui mi fermo!

 

Sembra finto!!!
Ma…sembra finto da quanto è bello!

 

Mamma mia che belli!!!
Oddio ma che bella composizione!
Saranno gli okonomiyaki?
Saranno mica i mitici Okonomiyaki che è una vita che voglio fare a casa?

 

Non so ma dall'aspetto è delizioso....
Non so il nome ma l’aspetto è delizioso…
Comincio ad avere problemi di salivazione...
Oramai comincio ad avere problemi di salivazione….
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“Il miglior riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa” John Ruskin, 1819-1900, scrittore, pittore, poeta, critico d’arte britannico.

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