La seduzione comincia a tavola

Cena a tema: rivalutiamo il tartufo nero estivo o scorzone

Cena a tema: rivalutiamo il tartufo nero estivo o scorzone

“Colui che dice tartufo pronuncia una grande parola che risveglia ricordi erotici e golosi nel sesso portatore di gonne, e ricordi golosi ed erotici nel sesso portatore di barba. Questa duplicazione onorevole deriva dal fatto che questo tubero eminente sia considerato non solo squisito al gusto, ma anche dal fatto che lo si crede che elevi una potenza  di cui l’esercizio è accompagnato dai più dolci piaceri.” Jean Anthelme Brillat-Savarin da “La fisiologia del gusto”

     Come non essere d’accordo…. ho trattato spesso i tartufi sul mio blog, perché fanno parte di una delle mie debolezze alimentari. Mi ricordo che in periodo puberale appena sentivo l’odore del tartufo facevo scene degne del Piccolo Teatro di Milano con regia di Giorgio Strehler. Simulavo conati di vomito, giravo per casa dicendo che schifo, che puzza, il frigorifero è posseduto da un calzino sporco, e via dicendo. Beata innocenza! E come cambiano le cose! Adesso per me il profumo del tartufo rappresenta la strada per arrivare al Nirvana. Non so definire come o quando sia cambiata, ma è successo, e ovviamente la cosa non può che farmi piacere!
     La mia collaborazione con Italia Tartufi ha fatto sì che il postino suonasse alla mia porta una volta tanto non per portarmi qualche raccomandata di qualche multa o via dicendo, ma un bel pacchettino con 4 bei tartufi neri estivi, o scorzoni.
     Si lo so, il tartufo estivo è meno pregiato di quello invernale, meno profumato, ma è comunque un tubero che ha una sua nobiltà. Fra l’altro confesso di non averlo mai mangiato fresco, ma di aver sempre provato la varietà in vasetto, che fra le altre cose ne ha proprio pochi grammi. Ovviamente la mia preferenza va a Sua Maestà il tartufo bianco, che non ha eguali sia come sapore che come profumo. Lo assaggiai in maniera strepitosa in un ristorante a Milano anni fa: semplicemente affettato (e devo dire che ne affettarono veramente una quantità industriale!!!) su un semplicissimo risotto alla parmigiana. Anche quel giorno raggiunsi il Nirvana.
     Ma stavolta ho un vero scorzone fresco! Non è poco, anzi, perché 4 tartufi sono una quantità veramente ragguardevole!!! Davvero una grande azienda l’ Italia Tartufi, non solo per la qualità dei suoi prodotti ma anche per la considerazione che ha avuto per me mandandomi tutto questo ben di Dio.
     A questo punto dovevo solo decidere cosa fare, ovviamente inizio a creare una cena per due, e cerco di trovare qualcosa di particolare con cui sfruttare il tartufo nero estivo. Fra l’altro è un tartufo che dà il meglio di sé cotto, non come il bianco che va mangiato tassativamente crudo. L’altro mio commensale, il mio (ormai da una vita) compagno di merende delle mie cene strane e dalle quali ne esco sempre con un gran mal di schiena ma felice e soddisfatta, mi lancia una sfida provocatoria che più provocatoria non si può: inizia dicendomi che visto la quantità di tartufo più che un piatto dovremmo proprio fare una cena intera, e immediatamente penso a una cena a tema, protagonista il tartufo. Ma poi, con occhio porcino e ghigno mefistofelico, mi dice: “…ma una cena a tema? tutta? dall’antipasto al dolce? Voglio proprio vedere!” …. io d’impulso dico di sì, perché purtroppo se mi lanciano una sfida culinaria me l’acchiappo quasi sempre, e poi penso a come accidenti fare il dolce col tartufo!!! E pensa che ti ripensa, sono riuscita a trovarlo!!! Non ci avrei scommesso mezza lira bucata sul dolce con tartufo, ma come sempre succede in cucina bisogna assaggiare con la bocca, gli occhi non bastano: il dolce è stata un’esplosione di sapori che non avrei mai, nemmeno nelle mie fantasie più sfrenate, pensato potesse accadere!
     Quindi la mia cena a tema, per onorare Sua Maestà il Tartufo Estivo, cugino del più regale nero invernale ma non per questo privo di una sua intrinseca nobiltà, è stata fatta, e ho anche vinto la sfida, perché sono partita dall’antipasto e sono davvero finita al dolce!
     Ed ecco le portate, e relative ricette, della mia cena a tema. Quanto mi sono divertita!
     Una cena del genere va fatta tassativamente in due. Mi sono davvero ammazzata di lavoro, ma è stato soddisfacentissimo!!!
     Per il vino ero orientata su un rosso, poi girando sul sito FISAR, che  è il sito della Federazione Italiana Sommelier, e dal quale prendo sempre spunti per gli abbinamenti vini perché io non sono un sommelier, ho visto che davano diverse scelte anche per i bianchi. Così ho optato per un bianco, perché di questa stagione un buon vino bianco ghiacciato mi risulta più gradevole e meno pesante di un rosso. E ho optato per un DOCG, cioè un Castello di Jesi Verdicchio riserva. Una scelta risultata vincente. Sconsigliate invece le bollicine, inizialmente pensavo proprio di pasteggiare con un prosecco o con uno champagne ma ho poi accantonato l’idea, sembra che le bollicine non leghino col tartufo.
     Work in progress, a partire dall’antipasto seguiranno le ricette. Come non ringraziare ancora una volta Italia Tartufi che mi ha dato la possibilità di fare una cena veramente da Re!

 

03-I miei tartufi scorzoni

04-Togliamo la terra dai tartufi

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