La seduzione comincia a tavola

La pappa al pomodoro toscana

La pappa al pomodoro toscana

Maresciallo Carotenuto (Vittorio de Sica): “Che te magni?” Maria de Ritis, la “bersagliera” (Gina Lollobrigida): “Pane…” “E che ci metti dentro?” “Fantasia, marescià…” dal film ‘pane, amore e fantasia’ del 1953

     Visto che questo agosto ci ha regalato parecchi giorni brutti e di pioggia, una sera non so perché, come se avessi acceso una lampadina, complice forse il butto tempo, ho ripensato alla pappa al pomodoro che si fa in Toscana. A come la faceva mia mamma, mia nonna e la mia bisnonna, e per un solo momento mi è sembrato quasi di sentire in bocca il sapore del cibo, ma non mi bastava, dovevo farlo e dovevo farlo subito!
     Ho quindi preso il pane duro che conservo nel mio porta pane di sughero, che in genere uso per fare il pan grattato, e ho cominciato a preparare la pappa al pomodoro. Ho cominciato a ricordare quando ero piccola, i miei nonni, la vecchia casa con la stufa… feci la pappa al pomodoro anche a mio figlio dopo lo svezzamento, intorno all’anno di età, ovviamente ben frullata, e anche lui se ne mangiò tantissima, perché stiamo parlando di confort food, di cibo del ricordo, di celesti nostalgie e di profumi dimenticati.
     Ognuno avrà la sua ricetta, come è d’obbligo, io qui metto la mia, quella di mia mamma, quella di mia nonna e quella della mia bisnonna. Fatta semplice semplice, come potevano farla solo dei contadini toscani.
INGREDIENTI:
per 2 persone
  • 400 g di pane raffermo, meglio se quello toscano senza sale
  • 400 g di pomodori molto succosi
  • 2 spicchi d’aglio
  • qualche foglia di basilico
  • 2 foglie di alloro, 2 di salvia, 2 rametti di rosmarino
  • parmigiano o pecorino (i vegani possono bypassarlo)
  • olio EVO molto saporito, preferibilmente toscano
  • sale e pepe q.b.
abbinamento vino (proposto dal sito FISAR)
  • chianti colli fiorentini
  • chianti colline pisane
  • colli del trasimeno rosso
PROCEDIMENTO:

     Prendiamo una pentola, e mettiamo dentro a freddo tutti gli ingredienti escluso il formaggio e il basilico, che andranno aggiunti solo alla fine. Quindi spezzettiamo il pane in maniera grossolana, io in genere il pane duro lo spezzo col coltellino per parmigiano, tagliamo i pomodori a cubetti grossi, basta tagliarli in due, tagliamo grossolanamente anche l’aglio, spezzettiamo con le mani l’alloro, la salvia e il rosmarino. Questa cosa prenderà all’incirca 5 o 10 minuti, perché il tutto andrà tuffato in pentola in maniera molto grossolana, ci penserà la cottura a uniformare il tutto.

Piccola precisazione: si può fare anche con una scatola di pomodori, ovviamente sarà meno saporita. Meglio usare i pelati che non la passata se vogliamo un aspetto più rustico. Bagniamo generosamente con l’olio, aggiungiamo il pepe e saliamo giusto un poco, aggiungeremo alla fine l’eventuale sale che manca. Quindi via il tutto sul fuoco.

01-tutto in pentola
     Accendiamo il gas, e all’inizio stiamo attenti a girare per evitare che si attacchi. Vedremo che i pomodori faranno l’acqua dopo pochi minuti. Ancora qualche girata a fuoco vivo, poi quando i pomodori avranno già dato tutto il loro liquido aggiungiamo tanta acqua quanta ne manca per arrivare giusto a coprire tutto il pane. Solo a filo, non dobbiamo esagerare.
     Manteniamo la fiamma alta, perché dobbiamo arrivare a bollore. Appena vediamo che il liquido inizia a sobbollire, abbassiamo la fiamma e copriamo col coperchio. Dovrà cuocere lentamente almeno un’ora. Io l’ho messo in una pentola col fondo in ceramica, quindi non attacca, è stato sufficiente ogni tanto scoperchiarla e dare una veloce girata col mestolo di legno. E’ stato pazzesco sentire, ogni volta che toglievo il coperchio, il profumo che sapeva di anni ormai passati da tanto.

 

02-iniziamo a cuocere

 

     Per non so quale motivo, la cottura prolungata porta il pane a disfarsi ma a rimanere sempre molto “al dente”. Non so come spiegarlo, non si liquefa, rimane sempre molto denso. Sembra quasi scivolare nella gola come velluto. Ovviamente dobbiamo stare attenti a dosare bene l’acqua. Confesso che fremevo, non vedevo l’ora di mangiarla. L’ultima volta che l’ho mangiata sarà stato qualcosa come 28 anni fa, cioè quando mio figlio era piccolo, poi non l’ho più fatta.
     Dopo circa un’ora, un’ora e un quarto, regoliamoci assaggiando, ho scoperchiato e….mi veniva quasi da piangere! Il mio cibo di quando ero piccola, di quando ero coccolata dai genitori e dai nonni, i ricordi che continuavano a tornarmi in mente… non è stata una cena, è stato un viaggio nel passato sul treno della malinconia!
     Una veloce rimestata e ho spento il fuoco. Ho assaggiato per vedere come andava di sale, ho aggiunto alcune foglie di basilico spezzettate a mano e ho mescolato. In questo modo il basilico ha rilasciato tutti i loro profumi. Ho poi messo una porzione nel piatto, o per meglio dire nelle ciotoline di coccio. Questo cibo va mangiato nelle ciotole, di coccio o di legno.
03-la pappa al pomodoro è pronta

 

     Travasata nelle ciotole, ho aggiunto ancora una foglia di basilico spezzettato a mano, perché si sposa bene da morire il suo profumo con questa zuppa di pane, e ho messo un filo (grande!) di olio. Una generosa grattata di parmigiano o pecorino, e dopo l’ho praticamente mangiata a occhi chiusi, beandomi a ogni cucchiaiata e con un groppo in gola, ripensando con tanto amore a chi me la cucinava che purtroppo adesso non c’è più.

 

04-pappa al pomodoro

 

05-pappa al pomodoro

06-pappa al pomodoro

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