"Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare" (cit. di Manuel Vàzquez Montalbàn - scrittore e gastronomo spagnolo)

La pasta di mandorle che voleva essere uno strudel

La pasta di mandorle che voleva essere uno strudel

Carter Chambers (Morgan Freeman) a Edward Cole (Jack Nicholson):“Trova la gioia nella tua vita…” dal film Non è mai troppo tardi, 2008

 

 

     C’era una volta un piccolo panetto di pasta di mandorle, che si sentiva solo lassù nella dispensa. C’erano solo freddi vasetti, pacchetti, nessuno con cui scambiare due parole. Una notte decise di fare qualcosa, allora si modellò due gambine, e saltellin saltellon scese fino ad arrivare alla tavola. Lì incontrò il cesto della frutta, e si fermò estasiato a guardarlo. Dentro c’erano banane, pere, mele, tutti con dei bei colori sgargianti. Ma furono le mele ad attirare la sua attenzione.

     Timidamente le svegliò. Le piccole mele rosse gli chiesero come mai era lì e cosa voleva. Lui disse che si sentiva solo e giù di morale, perché lassù nella dispensa non aveva amici, non parlava con nessuno, non veniva abbracciato da nessuno, era molto triste.

     Allora le mele rosse si guardarono, sorrisero, e con aria complice si strizzarono l’occhio. Fecero un fischio, chiamarono l’uva passa e i pinoli che arrivarono correndo, e tutti insieme abbracciarono forte forte il panetto di pasta di mandorle, e per lui fu la notte più bella che potesse mai avere. Si allungò e si distese e, commosso, li strinse in un abbraccio avvolgendoli tutti, come a proteggerli, piangendo dalla gioia lacrime di zucchero.

    Non importa quanto diversi si possa essere, da che posto veniamo, come siamo colorati o se siamo grandi o piccoli, lunghi o corti, grassi o magri…. l’amore è sempre la cosa più dolce!

 

INGREDIENTI:

per 4 persone

  • 200 g di pasta di mandorle
  • 1 mela
  • 2 cucchiai di uvetta sultanina fatta ammollare nella grappa (o in altro liquore)
  • 2 cucchiai di granella di pistacchi
  • 1 cucchiaio di pinoli tostati qualche minuto in padella antiaderente
  • la buccia grattugiata di mezzo limone
  • un pizzico di sale
  • qualche pizzico di noce moscata e cannella
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
abbinamento vino
  • Passito Albana di Romagna 

PROCEDIMENTO:

     La favola iniziale mi è venuta in mente così da sola, e me ne sono innamorata subito. Mi piaceva l’idea di far sposare una strepitosa pasta di mandorle siciliana con il classico ripieno dello strudel trentino. Complice un acquisto di un panetto di pasta di mandorle e granella di pistacchi di Bronte che mi ero fatta arrivare da Palermo, mi sono messa a rimuginare cosa potessi fare, non avevo punto voglia di fare i solitissimi dolcetti di pasta mandorle, e mentre vagavo con lo sguardo per la cucina, ho visto le mele e…..ed è venuto da solo! Non avevo la minima idea di come farlo o di come lavorarlo, ma ci ho provato, e il risultato è stato veramente molto particolare e moltissimo buonissimo (sì lo so non si può dire!) E immediatamente ho pensato al raccontino, che ho subito memorizzato prima di dimenticarmelo. Non è carino? Dolcissimo, come solo la pasta di mandorle sa essere.

1° step: il ripieno

      Il ripieno è quello classico dello strudel. Ovviamente non avendo l’involucro di pasta dove farlo cuocere, l’ho semplicemente fatto cuocere in un cartoccio di carta forno, non potevo usare la pasta di mandorle. Per cui ho preso la mela, che ho pulito e tagliato a cubetti, e ho aggiunto tutti il resto degli ingredienti. Se ci sono bambini niente uvetta ammollata nel liquore ma usiamo il latte. Siccome bimbi non ce ne sono, ho usato tranquillamente una buonissima grappa di Amarone che praticamente parlava da sola per come era buona e aromatica!
     Mescoliamo il nostro composto, mettiamo in una piccola teglia un grande foglio di carta forno, mettiamo il composto, e chiudiamolo a cartoccio. In questo modo emuleremo l’involucro del classico strudel. Se poi avremo l’accortezza di fare i cubetti di mela un po’ grandi e un po’ piccoli, i piccoli si scioglieranno creando una specie di marmellata, i grandi rimarranno interi e avremo diverse piacevoli consistenze. Inutile dire il profumo che si spanderà per casa. Forno a 180° o giù di lì, e facciamo cuocere dai 15 ai 25 minuti, come dico sempre dipende dal proprio forno.
La pasta di mandorle che voleva essere uno strudel
ATTENZIONE AVVISO IMPORTANTE!
     Se vogliamo che il nostro piatto riesca veramente bene, il cuoco deve sottoporsi alla tortura di dover, mentre il composto cuoce in forno, sedersi comodamente su una sedia o ancora meglio su un divano davanti al camino, terminare le uvette residue, e sorseggiare con voluttà la grappa restante, che avrà preso quel sapore caratteristico dell’uvetta. Se non facciamo questo, il piatto potrebbe anche non riuscire!!!

2° step: stendiamo la pasta di mandorle

     La cosa più semplice del mondo: prendiamo un pezzetto di pasta di mandorle, deve essere fredda di frigorifero perché continuando a maneggiarla si scalda e si fa fatica a lavorarla. La mettiamo fra due fogli di carta forno e via col mattarello. Appiattiamola allo spessore che ci è più congeniale. Io l’ho fatta molto sottile.
      Tanto per fare delle prove, una parte l’ho coppata  a cerchio, l’altra l’ho tagliata quadrata.
La pasta di mandorle che voleva essere uno strudel

In effetti non avevo bene in mente come farla, per cui quella quadrata l’ho arrotolata, proprio come fosse uno strudel, e quella tonda ne ho fatto una specie di raviolo ripieno.

 

La pasta di mandorle che voleva essere uno strudel

Una volta preparate le forme, le lasciamo in mezzo a due fogli di carta forno, le mettiamo in un piatto e le lasciamo in frigo. Perché il ripieno dovrà raffreddarsi per bene e ci vuol tempo, mica vogliamo rischiare di far sciogliere la pasta di mandorle?

3° e ultimo step: componiamo i dolci

     Ed eccoci alla fine, pochi passaggi ma un dolce che ha veramente una marcia in più! Una volta che abbiamo tolto dal forno il ripieno e lo abbiamo fatto ben raffreddare, evitando di passare sempre vicino per avere la scusa di assaggiarlo e sentire se brucia, creiamo i nostri dolci!

 

La pasta di mandorle che voleva essere uno strudel

     Mettiamo il ripieno nel mezzo della sfoglia, (fatta nella forma che più ci piace) e chiudiamolo. Punto. Finito. Velocissimo. Ho spolverato sulla superficie del cacao amaro, per contrastare la dolcezza (veramente eccessiva per me) della pasta di mandorle. Non vogliamo aggiungere un’altra spolverata di granella di pistacchi? Aggiungiamola perché ci sta benissimo!

     Il connubio fra cacao amaro, acidità della mela, e tutto il resto del ripieno, ha smorzato il dolce stucchevole, e ha esaltato la pasta di mandorle., che assieme al ripieno non si sono coperti l’un l’altro ma anzi, si sono fusi in un tripudio di profumi e sapori.

 

05-strudel di pasta di mandorle
06-strudel di pasta di mandorle
07-strudel di pasta di mandorle
08-strudel di pasta di mandorle

09-strudel di pasta di mandorle
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