"Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare" (cit. di Manuel Vàzquez Montalbàn - scrittore e gastronomo spagnolo)

Gli scampi alla busara

Gli scampi alla busara

 

“Mamma, ma com’era all’epoca tua?” Adriana Balestra (Virna Lisi):“Ma che ne so… era diverso! Ci batteva il cuore! Mi sembra di ricordare che ci batteva il cuore!” dal film Sapore di mare, 1983

 

       Ed ecco il  “jolly” della mia cena a tema. Jolly perché è una cena di carne, ed effettivamente un piatto di pesce potrebbe stonare, anche per il discorso dell’abbinamento vino. Ma sono un piatto tipico della zona, e dovevo farli a tutti i costi, anche incastrandoli in una cena a base di carne. Sono stati giusto un assaggio, 3 o 4 a testa, e considerato che se si toglie testa e chele rimane una coda piccola, non ci ha certo riempito più di tanto!

      Un piatto conteso tra Veneto e Friuli, ma a onor del vero fa parte del bagaglio culinario di Trieste, a sua volta molto probabilmente ereditato da influenze dalmata-istriane. Alcune fonti affermano che arrivi dalla città di Fiume, in Croazia. Sembra infatti che gli scampi alla busara siano nati nelle cucine di Fiume, città della costa croata che ha fatto parte del Regno d’Italia dal 1924 al 1945.

       Persino il termine “busara” è avvolto nell’incertezza: chi dice che sia una pentola particolare fatta per cucinare sui pescherecci, chi afferma che gli scampi siano “imbrogliati”, cioè celati dal pomodoro, o chi asserisce che busara voglia semplicemente significare “zuppa”

      Ma c’è ancora un bel racconto su questo piatto: sembra che si colleghi alla parola “busiara”, cioè bugiarda. Perché questo? Perché anticamente i pescatori, dopo aver venduto i pesci migliori, usavano tutti i rimasugli e gli scarti dei crostacei insaporendoli con vino rosso e sugo. In questo modo creavano una prelibata minestra di avanzi, proprio gli “scampi alla bugiarda”

    Come definire con una sola parola questo piatto? L’unico aggettivo che mi viene immediatamente in mente è “buoni”. Così, semplicemente. Non “eccellenti”, o “stratosferici”, o quel-che-si-vuole, ma una singola e sola piccola grande parola: buoni! Perché less is more, perché la bontà risiede nella semplicità, perché il “buono” è facile trovarlo dove ci sono pochi ingredienti, perché dove ci sono pochi ingredienti ognuno risalta. Nella mia mente avevo giudicato e catalogato questo piatto come dei semplici scampi al pomodoro, ma mi ero dimenticata di aggiungere l’aggettivo “buoni”. Perché sono veramente buoni: lo sono nella loro semplicità, nella loro essenzialità, nella loro facilità. E come dice Forrest Gump, “non ho altro da dire su questa faccenda”….

INGREDIENTI:

per 6 persone

  • 1 kg di scampi
  • 3 cucchiai d’olio
  • 1 lattina di polpa di pomodoro
  • 1 spicchio d’aglio
  • mezza cipolla
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • una manciata di prezzemolo
  • 1 cucchiaio di paprika dolce
  • 1 bicchiere di vino bianco fermo
  • sale e pepe qb
abbinamento vino
  • Lison Pramaggiore

PROCEDIMENTO:

 

1° e unico step: cuociamo e serviamo

      A parte il tempo per pulire gli scampi, che vanno preventivamente lavati e va eliminato il budellino nero (operazione noiosa ma necessaria) la cottura prende all’incirca 15 o 20 minuti. Io mi ero preparata l’aglio e la cipolla affettati sottilmente, così una volta finito di mangiare il primo piatto li ho potuti fare espressi e servire belli caldi.

     Mettiamo in una pentola l’aglio e la cipolla affettati sottili con l’olio, e facciamoli stufare dolcemente senza bruciarli usando una fiamma medio-bassa. Alziamo la fiamma e aggiungiamo gli scampi, facendoli ben rosolare per qualche minuto. Bagniamoli col vino bianco, e sempre a fiamma vivace facciamo evaporare l’alcool, circa 5 minuti. Aggiungiamo la salsa di pomodoro, la paprika e il pangrattato, che addenserà il sugo. Cuociamo per circa altri 5 minuti, giusto il tempo che l’intingolo si insaporisca bene, e aggiungiamo il prezzemolo tritato fine giusto subito prima di spegnere il fuoco.

      Serviteli subito, così belli caldi, pronti per essere mangiati con le mani sporcandoci dappertutto. Non ci riceveranno a corte ma l’intingolo è veramente spaziale. Il pangrattato addensa il sughetto e assorbe tutti i sapori, gli scampi rilasciano nel sugo tutto il mare…. il sugo che accompagna gli scampi non rimane liquido e, diciamolo, poco appetibile, ma è bello denso, pregno di sapori e profumi! Non ci sono veramente parole!

01-scampi alla busara

02-scampi alla busara

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