La seduzione comincia a tavola

Zuppa di ceci con pasta fritta

Zuppa di ceci con pasta fritta

Mister Dryden (Claude Rains) a Thomas Edward Lawrence (Peter O’Toole): “Lawrence, solo due tipi di esseri si trovano bene nel deserto: i beduini e gli Dei. E Lei non è tra questi.” dal film Lawrence d’Arabia, 1962


     Premettiamo subito una cosa: questa è la ricetta del ricordo, del MIO ricordo. Mi ha sempre scaldato il cuore, oltre che lo stomaco, durante gli inverni freddi, mentre facevo i compiti delle elementari o quando ero a casa dei miei nonni a Firenze durante le vacanze estive. Ricetta di mia nonna e di mia mamma, e adesso mia. Che continuo a fare pedissequamente da ormai millanta milioni di anni. Per me la zuppa di ceci non è UNA zuppa, ma LA zuppa, questa. Che ha una particolarità: a questa zuppa viene aggiunto un ingrediente particolare, e qui mi ripeto. Qualcosa che ha a che fare coi tempi andati, coi pochi soldi, con realtà più semplici ma pieni di cuore. Ed è la pasta fritta.

     Mia nonna era di Lecce, patria dei “ciceri e tria”. Che piatto è? Una pasta fresca, simile a delle tagliatelle, fatte con la semola e condite coi ceci (ciceri), e parte di questa pasta fresca veniva fritta in olio, diventando croccante e scura e aggiunta alla zuppa (tria). La pasta fritta, croccantissima, nella zuppa si ammorbidisce un pochino e diventa…beh non so come dirlo, qualcosa di celestiale, morbida ma conservando la sua crocchiosità! Oggi come oggi non abbiamo sempre la pasta fresca a disposizione, e così mia nonna si era creata la sua personalissima “ciceri e tria” fatta però con la pasta di semola, in questo caso rigorosamente degli spaghetti spezzati. La “tria” è una parola che deriva dall’arabo “ittrya” ovvero pasta fritta.

     Così faceva lei, così faceva mia mamma, e così faccio io. Non riesco a staccarmi da questo piatto del ricordo. Ma è normale che ogni volta che la mangio penso a tutte le persone a cui ho voluto bene? Alle volte alcune ricette sono più potenti di quello che pensiamo,  e toccano le corde del cuore molto più di quello che ci immaginiamo…

 

INGREDIENTI:

per  2 persone

  • ceci secchi 200 g (o 2 lattine di ceci)
  • 2 cipolle
  • 2 spicchi d’aglio
  • 100 g di salsiccia o di pancetta a cubetti
  • 2 foglie d’alloro
  • 2 pomodorini freschi
  • sale e pepe qb
  • 4 cucchiai di olio EVO
  • 180 g di spaghetti
  • olio di arachidi per friggere

abbinamento vino

  • Rosso di Montalcino DOC 2016
  • Nerio Nardò DOC Riserva Schola Sarmenti

 

PROCEDIMENTO:

 

1° step: i ceci lessi

 

     Distinguiamo con quali ceci stiamo lavorando: se in scatola ce li stiamo trovando già lessati, altrimenti se partiamo dai ceci secchi dovremo lessarli da noi, previo ammollo in acqua fredda per almeno 12 ore. Io quando posso preferisco i ceci secchi che quelli in scatola che sono stati in ammollo per tanto tempo. Come li facciamo? In una grande ciotola mettiamo i ceci secchi che avremo prima “visionato”, cioè li sparpagliamo sul tavolo e diamo un occhio se per caso ci fossero sassolini, non è piacevole trovarseli in bocca. Poi li sciacquiamo bene in uno scolapasta, poi li mettiamo in una ciotola grande e li copriamo con tre volte il loro peso di acqua, perché durante la notte gonfieranno leggermente.

     Quelli che rimangono a galla buttiamoli, vuol dire che sono “morti” e privi di elementi nutrizionali. Li lasciamo lì tutta la notte, io li metto in ammollo intorno alle 20:00 di sera e me ne dimentico fino al mattino dopo. Non aggiungiamo né sale né odori all’acqua di ammollo, lasciamoli così. Il giorno dopo li scoliamo e li laviamo bene, e buttiamo l’acqua che abbiamo usato per ammollarli, perché contiene tossine. A questo punto possiamo cuocerli: li mettiamo in una pentola, li copriamo d’acqua fino a coprirli per circa 3-4 dita, questo tutto a freddo, poi mettiamo la pentola sul fuoco e appena vediamo che inizia a bollire abbassiamo la fiamma, devono sobbollire leggermente.

     No sale no odori: gli odori li aggiungeremo a circa metà cottura, io aggiungo alloro, salvia e rosmarino. La cottura dipende da quanto è vecchio il cece, ma diciamo che lo standard è circa 90 minuti. Il sale lo aggiungeremo solo alla fine, quando sono pronti, o quando li useremo per le nostre preparazioni. Questo è il metodo sicuramente più lento ma il migliore per cuocerli, possiamo anche metterli in pentola a pressione coperti d’acqua per almeno due dita con le foglioline di aromi (sempre NEIN sale), pentola chiusa e iniziamo a cuocere a fiamma alta. Appena inizia a fischiare abbassiamo al minimo e calcoliamo mezz’ora, poi apriamo e assaggiamo per vedere se sono duri o meno.

    Piccolo suggerimento sfizioso: coi ceci ammollati c’è un’ottima idea per farli diventare degli snack crocchiosi e saporiti, ed è anche velocissima da fare, come spiegato in questa preparazione. Presumo che a questo punto molti siano passati ad aprire le scatolette di ceci lessati, spaventati dalla preparazione, indubbiamente più veloci ma molto meno saporiti di quelli fatti “alla vecchia maniera”. E se per caso avessimo la pentola di coccio, mi raccomando usiamola: per i legumi è eccezionale!

 

2° step: prepariamo la base per la zuppa

 

     Adesso che i nostri ceci lessati sono pronti, sia che abbiamo scelto i ceci secchi che quelli in scatola, prepariamo la zuppa. Aglio e cipolla affettati sottili, e li mettiamo a soffriggere in un velo d’olio. Aggiungiamo o la salsiccia spezzettata o i cubetti di pancetta, come preferiamo. Per questa preparazione ho aggiunto la salsiccia. E facciamo cuocere bene. Aggiungiamo alloro salvia e rosmarino tritati sottili, e appena tutto è cotto e comincerete a sentire dei profumini deliziosi, aggiungiamo i ceci. Mescoliamo e facciamo cuocere una decina di minuti, i ceci sono già cotti, per cui dovremo solo far insaporire insieme i vari elementi.

 

 

01-Ceci in cottura
Ceci in cottura

 

 

     Io in questo caso non l’ho fatto perché la volevo più “lenta”, dovendo metterci la pasta, ma chi decidesse di fare una zuppa di ceci senza aggiungere pasta, può prendere una piccola parte di ceci e frullarli al minipimer fino a creare una cremina liscissima. Aggiungendola alla zuppa la renderà più densa e più saporita. In genere non si fa quando si aggiunge la pasta perché sarà l’amido stesso della pasta a legare il tutto. Dopo che avremo fatto insaporire 10, o 15 minuti circa, non è necessario essere fiscali, aggiungiamo dell’acqua, il quantitativo necessario per poter cucinare agevolmente la nostra porzione di pasta. Diciamo che servirà qualche bicchiere di acqua fino a coprirli. Da quella porzione di pasta però ne lasceremo da parte una manciata, ci servirà. Quindi dopo aver aggiunto l’acqua aspettiamo che riprenda il bollore per poter aggiungere i nostri spaghetti spezzettati grossolanamente.

 

3° step: la pasta fritta

 

     Ed eccoci alla parte più divertente. Mentre aspettiamo che l’acqua arrivi a bollore, friggiamo la nostra pasta cruda. Padellino sul fuoco, un dito di olio di arachidi, il miglior olio dopo quello EVO per friggere, e aspettiamo che sia bello caldo. Appena vediamo che è caldo, mettiamo dentro la nostra manciata di pasta cruda.

 

 

02-pasta fritta
pasta fritta

 

 

    Facciamo sfrigolare bene, vedremo che diventerà prima bianca poi comincerà a scurirsi. Non allontaniamoci da lì, friggere la pasta secca cruda richiede solo una manciata di minuti. Poi vedremo che inizia a colorire, fino a diventare di un bel colore ambrato. Togliamola subito dal fuoco e tiriamola via dall’olio con una schiumarola, basta un niente perché si bruci. La metteremo ad asciugare su un foglio di carta da cucina.

 

 

03-pasta fritta
pasta fritta

 

 

     Tamponiamola bene con la carta, ma vedrete che non ci sarà tutto questo bisogno. Se avremo fritto alla giusta temperatura e per poco tempo non sarà eccessivamente coperta d’olio, anzi.

 

 

04-pasta fritta
pasta fritta terminata

 

 

     Ed eccola pronta. L’ho messa in un piatto fino al momento di servirmene. Se adesso proviamo a mangiare un pezzettino di questa pasta, non sarà eccessivamente gustosa, sarà quello che è, cioè pasta cruda fritta. E non ci dirà niente come gusto. Ma darà il meglio di sé fra poco, abbiate fede.

 

4° step: assembliamo e serviamo

 

     Abbiamo sempre la nostra pentola che deve arrivare a bollore. Appena bolle versiamo la nostra pasta, e diamo una bella girata. A questo punto aggiungiamo anche la pasta fritta. Terminerà di cucinare con la pasta. Questa operazione renderà la pasta fritta più saporita, la ammorbidirà lievemente mantenendola però sempre bella “crunchy”, non sarà più il pezzettino che abbiamo assaggiato precedentemente, pasta cruda fritta senza sapore, ma diventerà qualcosa di eccezionale. Io non riesco a farmi la zuppa di pasta e ceci se non metto anche la pasta fritta, certe cose non si possono cambiare, soprattutto se sono ricette del ricordo e del cuore.

 

 

05-zuppa di ceci e pasta fritta
zuppa di ceci e pasta fritta

 

 

     Quando la pasta è cotta, spegniamo il fuoco, e mettiamola in un piatto. Una spolverata di pepe e di basilico tagliato a chiffonade, condiamo con dell’ottimo olio EVO, e se desideriamo mettiamo del parmigiano, che io personalmente non ce lo vedo con questa zuppa, ma a chi piace lo usi pure. Poi dobbiamo solo assaporarla. E chiedere il bis del secondo piatto è quasi un obbligo, non se ne può fare a meno.

 

 

06-zuppa di ceci e pasta fritta
zuppa di ceci e pasta fritta

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Come fare la polenta senza mescolare [aggiornato]

Come fare la polenta senza mescolare [aggiornato]

Mark Whitacre (Matt Damon): “Sai il succo d’arancia che bevi la mattina? Sai cosa c’è dentro? Il mais. E sai cosa c’è nello sciroppo d’acero che metti sui pancake? Sai cos’è che lo fa diventare tanto buono? Il mais. E quando fai il bravo e […]

Print Friendly, PDF & Email
Crème caramel: tutti i segreti per farlo perfetto

Crème caramel: tutti i segreti per farlo perfetto

Moustache (Lou Jacobi) a Nestor Patou (Jack Lemmon):“Lei va in cerca di guai, mio giovane amico. Essere troppo onesti in un mondo disonesto è come spennare un pollo controvento: si finisce sempre con la bocca piena di penne.” dal film Irma la dolce, 1963

Print Friendly, PDF & Email


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *