La seduzione comincia a tavola

Ravanello daikon sott’aceto

Ravanello daikon sott’aceto

Il signor Han (Jackie Chan): “Non è importante vincere o perdere, ma combattere forte e farti rispettare dal nemico!” dal film The Karate Kid – La leggenda continua, 2010


     Se dicessi che si può fare un contorno fresco e fragrante, pronto in meno di mezz’ora e che dura in frigorifero per un mese, non lo fareste anche voi? La mia ultima scoperta è proprio questo! Io ho usato il ravanello daikon, ma si possono usare tranquillamente i ravanelli nostrani. Sarà fresco, croccantissimo, very crunchy, con un retrogusto di zenzero e leggermente piccante. Adatto per pulire la bocca da cibi grassi, che so, con grigliate di carne, costine e salsicce, arrosti unti, umidi e stracotti, posso assicurare che è strepitoso. Ho fatto un vasetto da mezzo litro, ma niente… non ho potuto vedere se durava davvero un mese, perché mi è finito in pochissimi giorni!!! E senza mangiare carne, lo prendevo direttamente dal frigo e me lo mangiavo così… mamma mia che buono. Per esempio, potrebbe essere abbinato a un antipasto come questo, ottimo per rinfrescare.

Il daikon, cosa è?

     Se lo trovo io al supermercato sicuramente riuscite a trovarlo anche voi.  E’ un ortaggio, una radice che sembra una carota bianca, con foglie simili a quelle delle rape, commestibili anche loro, e fa parte della famiglia delle verze e cavoli. Le sue proprietà? Oltre ad essere ricco di minerali come calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo, e di vitamina C, vitamine del gruppo B e fibre, il daikon aiuta a bruciare i grassi grazie alla sua capacità di metabolizzarli. Non a caso in Giappone viene servito in abbinamento alle tempure e ai fritti in genere. Ha virtù disintossicanti, anti gonfiore, diuretiche e drenanti, per questo è consigliato a chi desidera combattere la ritenzione idrica e la cellulite. Agisce come mucolitico e quindi è utile in caso di tosse e raffreddore. Infine fornisce pochissime calorie: 15 ogni 100 grammi. (dal sito lifegate)

     Avete presente, per chi va al ristorante giapponese, quelle verdure tagliate a julienne bianchissime che vi portano in insalata assieme al sushi o sashimi? O assieme e al tonkatsu, la carne di maiale fritta? Ecco, è il daikon. Che oltre farlo in salamoia (apprezzatissimo soprattutto in Corea) si usa nelle insalate. Non si dovrebbe cuocere, non perché succeda qualcosa di strano, ma la cottura farebbe perdere a questo ortaggio tutte le sue meravigliose proprietà organolettiche.

     Se poi non lo riuscite davvero a trovare,  come ho già detto i nostrani ravanelli lo possono sostituire più che degnamente. Prendeteli belli turgidi e duri, e serviteli come contorno ai vostri ospiti, ne rimarranno incantati.

 

INGREDIENTI:

per  un vasetto da 500 gr

  • un daikon intero
  • una tazza di aceto di mele o di riso
  • una tazza d’acqua
  • due cucchiai di zucchero
  • un cucchiaino di sale
  • un peperoncino piccante (opzionale)

 

PROCEDIMENTO:

 

 

01-radice di daikon
radice di daikon

 

 

     Ed ecco il daikon. Siccome era la prima volta che lo facevo, per provare ne avevo preso uno piccolo. Dobbiamo lavarlo bene e poi con un pelapatate leviamo la buccia esterna. La cosa che mi fa impazzire è il suo colore, un bianco quasi abbagliante. Al gusto somiglia tantissimo al ravanello nostrano, l’unica differenza è che ha un leggero retrogusto di zenzero, che lo rende ancora più buono.

 

1° step: prepariamo il daikon

 

 

02-cubettiamo il daikon
cubettiamo il daikon

 

 

     Lavato e sbucciato, adesso porzioniamolo. Lo taglieremo a metà per il lungo, poi ancora a metà e poi lo cubetteremo. Poi ovviamente dipende dalla grandezza, regoliamoci in modo da fare dei cubetti il più possibile regolari. Consiglio di fare cubetti più grossi dei miei, io quando taglio non so perché ma tendo sempre a fare pezzetti piccoli. Una volta cubettato, mettiamolo in uno scolapasta e passiamolo velocemente sotto l’acqua per sciacquarlo, poi tamponiamolo con carta da cucina per eliminare la maggior parte di acqua e umidità.

 

2° step: prepariamo la marinata

 

     Prendiamo gli ingredienti in lista tranne il peperoncino e mettiamo il tutto in un pentolino, che metteremo sul fuoco per far arrivare a bollore. Lo zucchero va a gusto, più ne mettete più assomiglierà a un agrodolce, io la prossima volta lo eliminerò del tutto perché adoro l’aceto in purezza. Non ci va nient’altro, al limite si può aggiungere qualche aroma, tipo foglie di alloro o rosmarino o salvia e via dicendo. Io ho preferito lasciarlo come da ricetta base e aggiungere a freddo un poco di peperoncino piccante tagliato grossolanamente. Quando vediamo che inizia a bollire, spegniamo il fuoco e facciamo raffreddare. Intanto possiamo mettere i cubetti di daikon nel vasetto. Facciamo raffreddare la marinata altrimenti cuocerà il daikon che perderà così la sua croccantezza. Una volta intiepidita, copriamo con la marinata, chiudiamo il vasetto col suo tappo, e mettiamo in frigo. Finito!

 

 

03-daikon invasettato

 

 

04-daikon sott'aceto

 

 

     Particolare ravvicinato. Sono bellissimi, col loro colore bianco niveo, ma il gusto… soprattutto il gusto… ho fatto fatica a trattenermi dal finirli subito tutti in una volta!

 

 

06-daikon sott'aceto

 

 

     Ed ecco la quantità rimastami dopo due (solo due!) giorni. La freschezza che trasmettono, unita alla leggerezza, è veramente incredibile. Io che amo l’etnico continuavo a vedere su youtube alcuni video coreani dove riproponevano all’infinito questo contorno assieme al loro kimchi, e a un certo punto mi ero incuriosita da matti. Trovata la ricetta, scopro che è di una semplicità pazzesca. E adesso capisco perché li mangiano sempre: si fanno in maniera velocissima, sono buonissimi, cosa volere di più?

 

 

 

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