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Cena a tema: di scampi, di gamberi, di cavallier, d’arme e d’amor…

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Cena a tema: di scampi, di gamberi, di cavallier, d’arme e d’amor…

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"Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto, seguendo l'ire e i giovenil furori d'Agramante lor re, che si diè vanto di vendicar la morte di Troiano sopra re Carlo imperator Romano." da l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, Canto I, Proemio, Strofa 1.

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Ultimo aggiornamento il 29 Gennaio 2022 by Cristina Perrone

Scomodiamo anche il grande Ludovico Ariosto per fare da padrino alla mia cena a tema basata su scampi e gamberi. Era da qualche settimana che ci rimuginavo sopra: volevo fare dei crostacei, volevo replicare un primo piatto stellato, e volevo terminare il tutto con un dolce che uscisse dagli schemi. E nel mio piccolo me la sono cavata più che dignitosamente!

Soprattutto perché hanno continuato a farmi i complimenti per la cena e per la sua leggerezza fino a due giorni dopo, e ovviamente la cosa non può che farmi piacere, anche perché come spesso succede coi crostacei e molluschi, si lavora tanto ma alla fine… in effetti non è che ci si riempia proprio!

Infatti nonostante abbia fatto antipasto, primo piatto, due secondi e il dolce, non eravamo assolutamente appesantiti o pieni. Vero che le porzioni non erano enormi, quando faccio molti assaggi diminuisco la quantità, ma è rimasta comunque una cena non pesante e non “intoppante”.

ANTIPASTO:

Scrigni di cruditè di gamberoni ripieni di burrata condita

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scrigni-di-gamberoni-scampi-con-burrata-condita

 

 

Bhe il link lo metto subito. Ho semplicemente rifatto un antipasto che avevo già fatto e messo sul blog, l’unica differenza è che l’ho servito sopra un letto di finocchio tritato a velo con la mandolina, e poi semplicemente condito il tutto con olio EVO, sale e pepe rosa. Ho variato anche leggermente l’esecuzione.

Per fare le palline non ho usato lo stampo, ma le ho messe nella pellicola trasparente, che ho chiuso bene tutto intorno e ho poi arrotolato l’estremità stringendo forte. Sono risultate più belle e più tonde. Ovviamente non ho fatto la foto di queste perché avendola già ho potuto tranquillamente bypassare.

Inizialmente pensavo di farla con gli scampi, ma non ne ero convinta così sono andata sul sicuro. Mi riservo però di rifarla proprio con i miei adorati scampi, giusto per vedere come viene.

PRIMO PIATTO:

Spaghetti al beurre blanc di prosecco con tartare di gamberi rossi di Mazara pepe rosa granella di pistacchi

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spaghetti-beurre-blanc-prosecco-tartare-gamberi

 

 

Dopo averla fatta ho scoperto che questo piatto era una creazione dello chef stellato Philippe Léveillé. Dovevo intuire, dalla tipica salsa, che era stato creato da un francese. Questa salsa è stato il mio terzo tentativo, e finalmente sono riuscita a farla perfettamente. Non è difficile, è che bisogna stare attenti alle temperature, al modus, perché facilmente “straccia”.

Il sapore è spaziale, e si sposa magnificamente con crostacei, molluschi e pesci in genere. Non è solo una salsa al burro, il retrogusto è acido a causa della presenza del limone, e alleggerisce il burro. Io non ho parole per descrivere la bontà, e non è così pesante come si pensa, perché non bisogna mangiare un quintale di salsa, ma ne bastano poche gocce per avviluppare perfettamente.

SECONDO PIATTO:

Gamberoni scottati con  leggero gazpacho di datterini e nervetti

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gamberoni-scottati-con-gazpacho-di-datterini

 

 

Semplici e veloci. I gamberoni li avevo sgusciati e puliti il pomeriggio. Dopo il primo piatto li ho cucinati in pochi minuti in una padella bella calda, senza olio ne niente perché li ho irrorati alla fine con la salsa al beurre blanc, e li ho serviti con una cucchiaiata di nervetti conditi.

(Perché no? D’altra parte non facciamo i gamberi avvolti con la pancetta?) e una salsa che a onor del vero non è un gazpacho canonico, ma una versione molto più leggera. Ho però aggiunto negli ultimi minuti di cottura un ingrediente molto particolare che ha fatto la differenza.

ALTRO SECONDO PIATTO:

Scampi gratinati

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lo-scampo-gratinato

 

 

 

Bhe anche qui siamo nel classico. Anche gli scampi ben puliti e aperti, dopo aver mangiato il primo piatto li ho spolverati con la panure che avevo già preparato, ed è bastato metterli nel forno che avevo preventivamente acceso per portarlo a temperatura. Visto che la preparazione era basica e gli scampi erano di ottima qualità (peccato fossero pochi!) ho voluto osare sulla panure. E ci ho azzeccato.

DOLCE:

Panna cotta di formaggio di capra con coulis fredda di pesche bianche e prosecco

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panna-cotta-di-formaggio-di-capra

 

 

Era da parecchio tempo che volevo fare qualcosa di dolce ma fatto con ingredienti non canonici. Il risultato è stato questo. Sono da sempre un’amante dei dolci al cucchiaio, e coi primi caldi viene voglia di qualcosa di fresco.

Ma sinceramente di panne cotte canoniche non ne potevo più! Dicono tutti che è il classico dolce demodé degli anni 80. Sarà vero ma a me piace la morbidosa voluttà della panna cotta, specie se aromatizzata con frutti. Anche questa volta volevo qualcosa di godurioso e voluttuoso, ma lo volevo fresco, morbido, non troppo dolce, e diverso dal solito. Poi basta? E Patrick Dempsey che me lo serve a tavola lo facciamo venire?

Fra l’altro la parola coulis fa venire in mente la Francia, e fa pensare a un piatto complicato. Niente di tutto questo, uno dei piatti più facili del mondo.. Stavo quasi per gettare la spugna quando, mentre girellavo in cerca di idee al supermercato, mi è caduto l’occhio sul settore formaggi freschi di capra e pecora… e le pesche, che stanno cominciando a fare capolino? Il mio dolce era quindi deciso!

CONCLUSIONI FINALI:

Ottima cena davvero. Ottima la possibilità di preparare parecchio in anticipo, per poter stare con gli ospiti. Le mie assenza si sono ridotte a pochi minuti, fra lo scolare la pasta o saltare i gamberoni, quindi roba da poco. L’antipasto l’ho dovuto solo impiattare perché l’avevo preparato in anticipo, compresi i finocchi tagliati a velo che sono rimasti in acqua e ghiaccio fino all’ultimo.

Quindi a livello organizzativo do un bel 10. Come soddisfazione idem, perché essere riuscita a fare, dopo due tentativi falliti, la salsa al beurre blanc è stato fonte di enorme appagamento, e come gusto… beh ci andrebbe un 11! Ma il primo piatto è stato spaziale. La tartare aveva acquisito un poco di calore della pasta, pur rimanendo cruda, e beh… non ci sono parole, bisogna solo provarla!

Col senno di poi avrei cambiato qualcosa, per esempio avendo tantissimo aneto fresco nei miei vasi potevo aggiungerlo qui e la, peccato perché mi è passato del tutto di mente e soprattutto il primo piatto avrebbe acquistato molto di più. Sto già elaborando le variazioni sul tema, perché alcune cose sono così buone che non si possono non rifare.

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2 Commenti Nascondi i commenti

Ciao Vincenzo, ormai gli scrigni li faccio spesso perché sono davvero sfiziosi, e poi me li avevano chiesti per assaggiarli. trovo che siano stati adattissimi per questa cena. Ma mi raccomando, devi poi assaggiare il primo piatto, perché è davvero spaziale! Poi sappimi dire 🙂 Ciao e buon week end 🙂

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