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Cena a tema: thanksgiving day!

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Cena a tema: thanksgiving day!

Cucina:

Piperita Patty a Charlie Brown: "Che tipo di cena di ringraziamento è questo? Dov'è il tacchino, Ciccio? Non si sa nulla di cene del ringraziamento? Dove sono le patate? Dov'è la salsa di mirtilli? Dov'è la torta di zucca?" dal film Un giorno del ringraziamento da Charlie Brown, 1973

  • Medio

Istruzioni

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Chissà quante volte e in quanti film, telefilm, serie TV abbiamo visto e sentito di questo thanksgiving day, il pranzo del ringraziamento americano. Fino a poco tempo fa ne sapevo proprio poco, sapevo che era riferito ai primi padri pellegrini fondatori americani, sapevo che è una festa molto sentita in America, sapevo giusto due cosine e non ho mai approfondito.

Ma è da anni che mi sarebbe piaciuto mangiare un giorno come se fossi al thanksgiving day, per la curiosità di assaggiare cose che qui in Italia non si sono mai usate e non si cucinano (cioè non si cucinavano, perché grazie a internet ormai diventa più facile reperire informazioni e prodotti).

Così finalmente mi sono decisa e l’ho fatta! E’ un mese e mezzo che giro per siti americani, che mi leggo paginate di storia americana, e che cerco di reperire le vere ricette dei primi pionieri, quando non avevano l’apriscatole e non riempivano il tacchino col contenuto di una lattina.

Ho dovuto eliminare molte ricette dalla chiara paternità europea, e finalmente dopo tanto girare ho elaborato un menu che “dovrebbe” (il condizionale è d’obbligo perché avrò sicuramente combinato qualche errore) rispecchiare quello  dei primi pionieri americani.

Ho dovuto basarmi sul territorio, sul secolo, sugli abitanti. Chissà, magari ci sono anche riuscita! Non lo so, ma so che la cena è stata davvero davvero particolare: ho finalmente assaggiato, dopo tantissimo tempo, i piatti dei padri fondatori. E devo dire che sono stati davvero buoni!!!

La festa del ringraziamento negli Stati Uniti cade sempre il quarto giovedì del mese di novembre. Quest’anno infatti cadrà il 27 novembre. Sembra che la proclamò inizialmente Abramo Lincoln, facendo una tregua durante la guerra civile intorno all’anno 1863, per rendere una giornata di grazie e lode a Dio. Ma sembra che anche George Washington intorno alla fine del 1700 ne abbia parlato.

La prima volta il ringraziamento fu osservato intorno al 1621, dai padri pellegrini approdati da poco in America, con l’aiuto del capo indiano Wampanoag della tribù dei Massasoit. Questa tribù aiutò questi coloni a coltivare, a far conoscere loro le coltivazioni del posto, donando anche generi alimentari per poter passare un inverno. Dopo la vendemmia ci fu una festa di tre giorni per ringraziare sia la tribù che Dio di aver dato la possibilità di passare il loro primo inverno, anche se furono decimati da carestia e difficoltà varie, perché su 100 pellegrini approdati nel nuovo mondo solo 50 presenziarono alla festa.

Ovviamente c’è molto di più da dire su questa storia, questo è solo un riassunto molto povero e impreciso, ma non potevo certo riportarne pagine e pagine in un singolo post. Confesso che fare questa ricerca su internet mi ha affascinato molto, perché mi sono immedesimata con i pionieri e con le loro enormi difficoltà che devono avere incontrato.

Ma torniamo alle nostre ricette: non è stato facile, ma alla fine sembra che l’origine del ringraziamento si rifà molto alla terra e ai suoi frutti di bosco e sottobosco: zucche, mais, mirtilli, castagne, funghi, patate, e al tacchino. Sembra che anticamente si pasteggiasse col sidro di mele, ma … ehm… scusate, io ho preferito un buon vino! Non ho fatto le patate, le classiche smash potato, come contorno perché… come facevamo a mangiarci tutto solo in due persone? Ed ecco il mio menu:

 

APERITIVO:

Cocktail Tintoretto, champagne con succo di melograno

 

 

cocktail-tintoretto

 

 

Il melograno è originario dell’Asia ma viene introdotto in America dai colonizzatori spagnoli nel 1769, quindi può starci dentro. Lo champagne… beh… ok non è proprio da ringraziamento autentico. In molti siti americani usano bere come aperitivo pre-dinner lo champagne con i cranberry (mirtilli rossi), o lasciati interi dentro lo champagne o centrifugati e estratto il succo che viene mescolato allo champagne. Ovviamente qui di cranberry nemmeno l’ombra, quindi che faccio? Ho ripiegato sul melograno per due motivi, perché è di stagione e perché il colore rosso brillante assomiglia moltissimo al succo di cranberry. Quindi ho fatto il cocktail Tintoretto, cioè il cocktail fatto col succo di melograno e champagne.

 

PANE DI ACCOMPAGNAMENTO:

Cornbread, pane di mais

 

 

cornbread

 

 

Ecco, questo pane l’ho assaggiato per la prima volta, è particolare, strano, veramente ottimo, e rimane morbidissimo dentro e croccante fuori. Non è il classico panino come lo intendiamo noi, è un pane fatto di farina di mais. Il mais cresceva in abbondanza in America, e non può mancare durante il thanksgiving, magari sotto forma di insalate per esempio. Io ho optato per il pane perché è proprio caratteristico. Il suo aspetto e il suo sapore rustico ne fanno il cibo dei pionieri per eccellenza. L’ho poi rifatto altre due volte perché è strepitoso e veloce!

 

ANTIPASTO:

Cream of wild mushroom soup, crema di funghi selvatici

 

 

cream-of-mushroom-soup-crema-di-funghi

 

 

Non l’ho trovata in moltissimi siti, ero indecisa se fosse adatta al thanksgiving. Ho deciso di farla perché i funghi nascono spesso sotto i castagneti, perché è un prodotto del bosco facile da reperire, e ho pensato che in effetti per i pionieri non sarebbe stato difficile mangiarsi delle belle zuppe di funghi. Io so solo che questa crema di funghi, trovata anche lei su un sito americano, è stata una rivelazione, una bontà veramente favolosa! Purtroppo qui in Italia abbiamo difficoltà a reperire molti alimenti che sono invece comuni in America, per cui ho dovuto arrangiarmi come potevo.

 

PORTATA PRINCIPALE:

Roast Turkey with chestnut stuffing, tacchino ripieno di castagne con cranberry sauce

 

 

roast-turkey-chestnut-stuffing-tacchino-castagne-cranberry-sauce

 

 

Ed eccoci arrivati a sua maestà il tacchino, irrinunciabile durante il Thanksgiving day, tanto è vero che molto spesso questo giorno viene chiamato Turkey Day, cioè giorno del tacchino. Fatto alla maniera americana, cioè marinato in acqua, succo di mela e spezie per due giorni, poi ripieno e messo in forno. Ovviamente per una cena per due persone io non ho preso un tacchino intero, ho ripiegato su una coscia di tacchino che ho disossato, messa a marinare, farcita e arrostita.

Anche questa è una ricetta che replicherò altre volte perché veramente deliziosa. La cranberry sauce è stata un problema, perché ovviamente non sono riuscita a trovare i mirtilli rossi né freschi né congelati. Ho ripiegato su un sacchettino di mirtilli rossi disidratati, che sono risultati un rosso più scuro, non bello brillante, ma non ho avuto scelta. Assolutamente deliziosa, non oso immaginare come sarebbe stato farla con quelli freschi. Questa salsa l’ho replicata una domenica ai miei ospiti come accompagnamento a un arrosto, è stata letteralmente spazzata via! Perché non è assolutamente dolce come ci possiamo immaginare, e si sposa alla perfezione con le carni.

 

DESSERT:

Pumpkin pie with beer ice cream and maple syrup, torta di zucca con gelato alla guinness e succo d’acero

 

 

thanksgiving-pumpkin-pie-con-gelato-alla-guinness-e-succo-dacero

 

 

Nel momento in cui sto scrivendo questo post, ho già fatto questo dessert, oltre che per la cena del Thanksgiving, altre tre volte. E’ la prima volta che assaggio la tradizionale torta di zucca, ed è stato un colpo di fulmine. Non è troppo dolce come piace a me, è morbida, è deliziosa, poco grassa, e col succo d’acero è goduriosissima. Io ne ho fatta una versione riveduta e corretta. In che modo?

In genere questa torta viene servita adagiando sulla fettina una pallina di gelato alla vaniglia o della panna montata. Io l’ho servita con una pallina di gelato alla birra Guinness, e quando l’ho assaggiata non ho parole per descriverlo!!! Il retrogusto leggermente amaro del gelato alla birra Guinness risulta gradevolissimo con la dolcezza della torta di zucca, e si sposano perfettamente tutte e due con lo sciroppo d’acero. Si lo so, sono una viziosa, lo confesso! E finché è tempo di zucche, la pumpkin pie sarà spessissimo sulla mia tavola.

 

CONCLUSIONI FINALI:

 

Una cena che mi ha entusiasmato in maniera incredibile. Mi è piaciuto da morire sentire gusti nuovi. La crema di funghi è risultata spaziale, non avevo mai assaggiato niente di così buono. Il tacchino era morbido, umido, succulento. La marinatura di due giorni in acqua aromatizzata l’ha veramente migliorato. Ottimo il pane, molto rustico e dal sapore particolare. E’ finito tutto, non ne è avanzato nemmeno una goccia. Una bella soddisfazione. E il dolce è celestiale. Io che amo particolarmente la zucca l’ho adorato.

La mia personale classifica di questo particolarissimo thanksgiving day?

Al primo posto la zuppa di funghi. Vince su tutto.

Dopo il dolce.

Tutto il resto al terzo posto pari merito.

 

 

 

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