Gnocchi di patate viola con verza brasata

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Gnocchi di patate viola con verza brasata

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Ingredienti

Calcola le porzioni:
400 g di patate vitelotte o viola
1 uova intere
120 g circa di farina 00
1/2 cavolo verza
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco
(opzionale: va a gusto) peperoncini freschi
alcune scaglie di ricotta affumicata
abbinamento vino
Malvasia Istriana Friuli Venezia Giulia
Malvasia Ronco dei Tassi DOC
Sangiovese di Romagna Superiore DOC

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Caratteristiche:
  • bollitura
  • spadellatura
Cucina:

Celie (Whoopi Goldberg) a Shug Avery (Margaret Avery): "Vuoi dire che Dio è vanitoso?" "No, non è vanitoso. Vuole godersi le cose belle con noi. Io credo che Dio si arrabbi se tu, di fronte al colore viola di un campo di fiori, neanche te ne accorgi." dal film Il colore viola, 1985

  • 40 minuti
  • Porzioni 2
  • Facile

Ingredienti

  • abbinamento vino

Istruzioni

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Patate vitelotte, da non confondersi con le patate viola dolci. Dal retrogusto fra la nocciola e la castagna, e da quel bel colore cromatico importante. Trovate per caso mentre facevo un giro al supermercato, e prese all’istante. Sai, quei momenti dove non hai la minima idea di come utilizzarle ma non ha importanza. Intanto si prendono, poi si vedrà.

Diciamo anche che a me piace sperimentare, per cui trovare qualcosa di strano e inusuale mentre faccio la spesa per me è un’esca irresistibile. Per cui non sapevo assolutamente come utilizzarle, volevo ovviamente qualcosa che le esaltasse. Combinazione mi era appena arrivato il corriere, il giorno prima, per portarmi una splendida ricotta affumicata della Carnia, che avevo preso online. Anche lei preda dall’incontenibile desiderio del “intanto-la-prendo-poi-vedrò-cosa-farne”, l’avevo comprata soprattutto per un motivo: non l’avevo mai assaggiata.

La mia curiosità intorno ai gusti e sapori non ha fine, e in quella settimana avevo 2, ben due, articoli da provare che non avevo mai assaggiato. Una settimana assolutamente fortunata! Perché non unirle?

Le patate vitelotte sono francesi, la ricotta affumicata della Carnia è ovviamente del nord-est, così ho pensato di fare qualcosa che cementasse i sapori del nord-est. Quindi via libera alle verze! Ah una piccola premessa: questo piatto si può tranquillamente fare anche con le patate normali, e se non si trovasse la ricotta affumicata carnica (di non facile reperibilità) una buona ricotta infornata siciliana andrà benissimo, sarà un occasione per far incontrare il Nord e il Sud in un gustoso matrimonio di sapori.

E per la cronaca, gli gnocchi sono una delle mie debolezze. Una piccola ricerchina sul sito mostrerà quante ricette di gnocchi ci sono. Ma per fare un piccolo esempio, abbiamo i classici piemontesi, quelli figli della cucina del riciclo, quelli ripieni di crema liquida, o quelli con la povere di porcini. E sono solo la punta dell’iceberg!

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Steps

1
Fatto
30'

la verza

La tagliamo a metà e poi a striscioline, non piccolissime tanto in cottura perdendo acqua si restringeranno, e le lasciamo a bagno in una ciotola per eliminare residui o di terra o di insettini. Ho deciso di farla brasata e non lessata, perché la volevo croccante, col colore brillante, e saporita.

Ho quindi affettato la cipolla e un pezzetto di peperoncino e li ho fatti soffriggere in una padella con un paio di cucchiaiate d'olio a fuoco vivace, stando attenti a non farli bruciare.

Appena appassita la cipolla, scoliamo le striscioline di verza e le mettiamo in padella. All'inizio sembreranno tante, straborderanno addirittura, ma dopo qualche minuto si ridurranno, è il triste destino di tutta la verdura a foglia verde.

Li facciamo andare a fuoco vivace, quando vediamo che cominciano a ridursi li bagniamo con dell'ottimo vino bianco, darà quel pizzico di acidità che si sposa perfettamente con le verdure della famiglia dei cavoli.

Appena il vino si è ridotto, ve ne accorgerete dal cambio di rumore che fanno gli alimenti quando esauriscono i liquidi, mescolate e aggiungete mezzo bicchiere di acqua fredda. Per non fare evaporare l'acqua troppo velocemente possiamo anche incoperchiarli.

Aggiungiamone altro a seconda dei casi, fino a che le verze non sono cotte, e a cottura ultimata non dovranno più avere traccia di liquido per cui li faremo terminare di cuocere senza coperchio. L'olio residuo nella padella, che non evapora come l'acqua, servirà per condire ulteriormente gli gnocchi.

Io ne metto poco perché non amo i sapori troppo unti, giusto il necessario per condire, e poi perché mi piace sentire i sapori degli ingredienti.

2
Fatto
30'

gli gnocchi

Il procedimento è esattamente uguale a come si fa di solito. Si cuociono le patate, io le cuocio in pentola a pressione nel cestello del vapore, questo per non bagnarle troppo, ma chi non l'avesse può tranquillamente farle bollite.

Le patate vitelotte che avevo erano abbastanza piccole, tipo le patate novelle, per cui le ho tagliate a metà, lasciando la buccia dopo averle lavate, e dall'inizio del fischio ho abbassato la fiamma e ho calcolato 6-7 minuti.

Appena pronte le ho passate nello schiacciapatate, le ho messe in una ciotola e ho aggiunto l'uovo intero. Sulla farina ho messo un peso approssimativo, non posso essere precisa perché dipende molto dall'umidità che trattiene la patata.

Io inizio mescolando, poi aggiungo un pugnetto di farina, mescolo e controllo la consistenza. In genere non amo gli gnocchi con molta farina perché mi piace sentire il gusto del tubero. Il peso della farina è buona norma non versarlo subito tutto nell'impasto ma testarlo poco a poco.

Una volta fatto il panetto, ho fatto dei lunghi cilindri e li ho tagliati, poi li ho passati sui rebbi di una forchetta per fare le classiche scanalature, diciamola tutta gli gnocchi ruvidi sono molto più buoni.

A seconda dell'estro e della voglia di un disegno diverso mi diverto a passare gli gnocchi non solo sulla forchetta, ma sul retro della grattugia, come faceva mia mamma, o sul riga garganelli, dipende come mi sveglio la mattina!

Comunque, indipendentemente dalla forma scelta, una volta fatti li ho messi su un vassoio di cartone ben spolverati di farina, e ho aspettato che la verza terminasse di cuocere. Nel frattempo ho messo una pentola d'acqua e ho aspettato che arrivasse a bollore per cuocere i nostri gnocchi.

3
Fatto

impiattiamo e serviamo

Appena l'acqua bolle la saliamo, poi versiamo gli gnocchi. Appena arrivano a galla aspettiamo ancora 2 o 3 minuti, perché come ho spiegato in un mio post precedente non vanno scolati appena galleggiano. Soprattutto se grossi, dovranno ben cuocere anche l'interno no?

Prendiamoli con una schiumarola, col colapasta mi dà l'idea che si "spatascino", sono molto morbidi. Mettiamoli nella padella con la verza e a fuoco vivissimo li facciamo saltare per pochi secondi, in modo da insaporirli molto bene.

Mettiamoli nei piatti, con una mandolina facciamo scaglie della nostra ricotta affumicata, che mamma mia che profumo faceva, e serviamo.

Il calore ammorbidirà le scaglie di ricotta senza scioglierle del tutto, io ho aggiunto qualche pezzettino di peperoncino fresco bello croccante e non troppo piccante, le verze erano strepitose, e gli gnocchi buonissimi. E ci siamo fatti anche il bis, erano veramente troppo troppo buoni!

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