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Maki di carpaccio con tagliatelle al burro di tartufo

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Ingredienti

Calcola le porzioni:
una decina di fette di carpaccio
1 etto di tagliatelle fresche
1 vasetto di burro al tartufo
2 cucchiai di semi di papavero
4 cucchiai di vino bianco
qb olio EVO
qb sale e pepe
abbinamento vino
Dolcetto d'Alba DOC
Nebbiolo del Piemonte DOC

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Maki di carpaccio con tagliatelle al burro di tartufo

Caratteristiche:
  • bollitura
Cucina:

Ethan (Gabriel Mann): "Da qualche parte, lungo il cammino, devo aver dimenticato cosa volevo fare della mia vita." dal film Ramen Girl, 2008

  • 10 minuti
  • Porzioni 4
  • Facile

Ingredienti

  • abbinamento vino

Istruzioni

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Itadakimasu, che vuol dire “ricevo questo cibo e ringrazio”. L’equivalente giapponese del nostro “buon appetito”. Ma come al solito gli orientali riescono a rendere musicali anche le frasi più semplici. Ed è proprio con lo sguardo rivolto verso oriente che ho deciso di fare questa ricetta. Normalmente i maki sono fatti con alga nori all’esterno ripiena di riso e wasabi. Riempite anche con tonno, salmone o varie verdure.

Io ho usato delle fettine di carpaccio come involucro esterno al posto dell’alga nori, e invece del riso con pesce o verdure l’ho riempito di di tagliatelle condite con un vasetto di burro al tartufo che mi avevano regalato assieme a una salsa tartufata. Avevo promesso due ricette ed ecco qui.

Il tartufo nel basso Piemonte si usa spesso con della semplicissima pasta fresca al burro oppure in abbinamento al carpaccio, io ho messo questi due prodotti insieme ed è nato un maki simil-oriental-piemontese o comunque lo si voglia chiamare. E’ risultato profumatissimo, sfizioso da mangiare, adatto anche per un finger food. Devo dire che e stato anche molto molto semplice da fare. Io e mia sorella ci siamo divertite come al solito a pasticciare e pastrocchiare in cucina, e questo e il risultato.

Steps

1
Fatto
45'

facciamo i maki

 Iniziamo cuocendo le tagliatelle. Ce ne vogliono poche perché servono solo come ripieno, io le ho fatte a mano subito subito con 100 g. di farina e un uovo, ci ho messo qualcosa come un quarto d'ora circa (escluso il riposo dell'impasto, perché dove c'è un impasto di farina almeno mezz'ora va lasciato riposare), ma si possono prendere già pronte senza problema. Sconsiglio l'uso delle tagliatelle secche, per due motivi:

  1. intanto per il sapore: col tartufo ci vogliono le tagliatelle fresche!
  2. e poi per la collosità: quelle secche tendono a scivolare, quelle fresche hanno più coesione, che è proprio quello che ci serve per fare questi simil-maki mediterranean-style.

Come potete immaginare, una volta fatte e cotte nell'acqua bollente salata, ci vogliono proprio pochi minuti. La pasta all'uovo ha di buono che cuoce in brevissimo tempo. Una volte cotte, le ho condite con una dose generosa di burro normale e di burro al tartufo, oltre che a una spolverata generosa di semi di papavero che io metto praticamente dappertutto. Diciamo che anche se un succedaneo del vero tartufo, una forchettata di tagliatelle io e mia sorella l'abbiamo assaggiata volentieri, giusto per vedere se era tutto a posto.

Dopo che abbiamo soddisfatto le nostre perverse voglie culinarie, ci siamo appropinquate a creare i nostri maki: ho iniziato stendendo un bel foglio di carta forno. Su questo stendiamo bene bene delle fette sottilissime di carpaccio, mi raccomando la qualità. Le ricette devono avere sempre ingredienti di qualità, ma quando hanno pochissimi ingredienti come in questo caso devono essere ancora più qualitatose... (non so se si può dire qualitatose ma almeno rende l'idea!). Ricordiamoci che tutto quello che cuciniamo finisce nella nostra bocca, vorremmo almeno sentire dei gusti decenti no?

Stendiamo bene le nostre fettine di carpaccio, molto molto buono e molto molto fresco. Sovrapponiamole bene se necessario. Io le ho ammorbidite ulteriormente spalmandole con un pennellino con una specie di vinaigrette fatta con dell'ottimo vino bianco secco e dell'ottimo olio EVO. Faccio una piccola digressione: perché evidenzio il fatto di usare ottimi ingredienti? Perché molto spesso ho sentito cose del tipo: "dammi un poco di vino per cucinare, quello scarso" ... quello scarso? ... quello scarso?

Ma assolutamente no! Lo so che bisogna fare sempre i conti con quanto costa la spesa, ma usare un vino schifoso per cucinare vuol dire avere come risultato un piatto dal cattivo sapore! In cucina se vogliamo avere piatti buoni, è gioco forza usare ingredienti buoni. Non siamo maghi alchemici che riusciamo a trasformare un vino basso-mediocre, magari pieno zeppo di solfiti (che io non sopporto) in un mega vino dal sapore celestiale! Non saremo mai maghi! Siamo solo cuochi, o persone che cucinano, e come tale ci ritroveremo in bocca quello che metteremo nella pentola, ne più ne meno. Vogliamoci un pochino di bene.

Ma continuiamo. Fatto lo strato di carpaccio posizioniamo le nostre (profumatissime) tagliatelle condite. Le mettiamo belle dritte, e con l'aiuto della carta da forno arrotoliamo bene il tutto. Fatto il nostro rotolo, stringiamolo bene con le mani, lo tagliamo in tante fettine e lo serviamo. Possiamo anche metterlo in frigo per mangiarlo la sera, ma io preferisco sentire le tagliatelle tiepide, che comunque con l'aiuto del burro rimangono ben coese.

Mamma mia i profumi! Le ho impiattate condendole con dell'olio EVO aromatizzato di verdurine aromatiche come timo, rosmarino, salvia, ecc. ecc. e qualche goccia di puro succo di pomodorini datterini. Il burro al tartufo ha sparso per l'aria un profumo che non si può dire. Dopo è seguito un religioso silenzio, e i miei maki, come per incanto, sono spariti! Li ho serviti mettendo sulla cima un altro cucchiaino di burro al tartufo e con dei fili di porro fritti qualche secondo in olio bollente, come ho spiegato più nel dettaglio QUI.

E come dicono i giapponesi, Itadakimasu.

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