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Mitarashi dango, spiedino di gnocchetti dolci

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Ingredienti

Calcola le porzioni:
per circa 16-18 gnocchetti
200 g di farina di riso glutinoso
180 g circa di acqua bollente
40 g di zucchero
per la glassa di soia dolce
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di mirin
150 g di acqua
2 cucchiai di amido di mais

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Mitarashi dango, spiedino di gnocchetti dolci

Caratteristiche:
  • bollitura
Cucina:

Hattori Hanzo (Sonny Chiba) a Beatrix Kiddo (Uma Thurman): "E' buffo, a te piacciono spade di samurai, a me piace... baseball!" dal film Kill Bill volume 1, 2003

  • 20 minuti
  • Porzioni 4
  • Facile

Ingredienti

  • per circa 16-18 gnocchetti

  • per la glassa di soia dolce

Istruzioni

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Mitarashi dango, cosa saranno mai? Questo dolcetto è l’ultima portata della mia cena a tema, finalmente siamo arrivati alla fine. Come classifica personale, questo dolce va al secondo posto rispetto al mango sticky rice, ma è ugualmente sfizioso. I sapori sono particolari, perché viene condito con una salsa di soia dolce, e viene fatto con la farina di riso glutinoso.

Qualche curiosità su questo dolcetto. Intanto ce l’abbiamo nelle emoji di whatsapp, se per caso qualcuno si chiedesse cosa voleva dire questa immagine  dango  adesso lo sa, è proprio il dango. Fanno parte dei dolci tradizionali giapponesi, il wagashi, e sono delle piccole polpettine fatte con la farina di riso glutinosa. Sono così tipici e tradizionali, che si trovano veramente dovunque, anche come street food.

Vengono fatti in vari modi: il mitarashi dango che ho fatto io ha le palline bianche e viene condito con una glassa dolce di salsa di soia, poi ci sono altre versioni con le palline colorate , bianca verde e rosa, e condite con farina di soia tostata mescolata con zucchero o con dell’anko, la marmellata di fagioli rossi azuki, più altre versioni diverse.

Sono dei dolci molto antichi, sembra che le prime notizie certificate risalgano al decimo secolo. Venivano usati, e in parte lo sono ancora oggi, come offerte religiose. Per chiarezza, la parola dango non identifica una preparazione dolce, ma rappresenta la tipica forma a pallina. Infatti i tori dango sono delle polpette di carne. Dipende dalla parola che precede dango, infatti mitarashi vuol dire salsa di soia dolce. [fonte: il giornale del cibo]

Steps

1
Fatto
30'

prepariamo gli gnocchetti

Mettiamo farina e zucchero in una ciotola, poi per quanto riguarda l'acqua bollente, versiamone prima metà, poi a mano a mano aggiungiamo, perché non è detto che la farina che avete in quel momento assorba perfettamente tutta l'acqua. Dipende dalla marca di farina, dall'umidità dell'aria, e da tanti altri fattori, come capita sempre alle farine.

Prima di aggiungere altra acqua mescoliamo bene. Secondo la tradizione, la consistenza dell'impasto deve essere "come il lobo del nostro orecchio". Una volta che sarà di questa consistenza, è pronto. Mi sembrava una cosa strana, ma sono riuscita a farlo bene sentendo prima il mio lobo dell'orecchio e cercando di far assomigliare l'impasto a questo.

Non ha bisogno di tempo di riposo, possiamo fare subito le palline. Devono essere di 20 grammi ciascuna, per cui munitevi di bilancino, misurate un pezzo di impasto fino ad arrivare a 20 grammi, fate la polpettina e mettete su un foglio di carta forno.

La consistenza di questo impasto è curiosa. Mentre lo facevo mi sembrava di maneggiare velluto. Il gran lavoro è finito, in una mezz'ora avevo già fatto tutto. Adesso avete due strade: o congelare le palline, mettendole staccate su un solo strato in congelatore e poi appena congelate potete riporle in un sacchetto, o farle subito. Io le avevo congelate, che usiate quelle fresche o congelate il procedimento non varia, aumenterà di qualche minuto il tempo di cottura e nient'altro.

Per cuocerle mettiamo una pentola con acqua sul fuoco, e appena bolle versiamo i nostri gnocchetti. Possiamo metterli tutti insiemi, avendo l'accortezza di mescolarli, altrimenti si appiccicheranno o al fondo della pentola o fra di loro. Continuiamo a mescolare, e vedremo che inizieranno a galleggiare. Appena in superficie, lasciateli cuocere ancora 2 minuti, poi con uno scolapasta trasferiteli in una ciotola con acqua fredda e ghiaccio per fermare la cottura.

Appena si raffreddano, trasferiamoli in una teglia con della carta forno. E prepariamo gli spiedini.

2
Fatto
10'

gli spiedini

A seconda della lunghezza dello spiedino e della quantità di palline, cominciate a prepararli. Tradizionalmente ne vanno 3 o 5 per ogni spiedino, ma non è necessario essere fiscali.

Noi eravamo in 4, ho contato il numero di palline e le ho semplicemente divise. Una volta pronti, si possono passare su una padella calda, per farli lievemente abbrustolire, oppure se avete il cannello per caramellare come me potete usare quello. Io l'ho usato perché mi diverte da matti e non ho molte occasioni per usarlo.

3
Fatto
10'

la glassa di soia e serviamo

Tutti gli ingredienti in un pentolino, e mescolare bene per permettere all'amido di sciogliersi. Poi mettiamolo sul fuoco a fiamma medio-bassa e continuiamo a mescolare, perché raddensa in un attimo.

Appena è della densità che più ci aggrada, togliamola dal fuoco e travasiamola in una ciotola, altrimenti col calore residuo continua a raddensarsi. Ci vorranno circa 5-8 minuti. Il dessert è pronto.

Dopo aver abbrustolito i nostri spiedini, mettiamoli su un piatto e cospargiamoli con questa deliziosa glassa. Sfiziosa la glassa a base di salsa di soia, sfiziose le palline dalla consistenza particolare, morbida e lievemente gommosa, e molto assomigliante ai mochi, per chi li avesse assaggiati.

Lontano dalla nostra idea, ma molto interessante. Vista la semplicità nel farli e la possibilità di congelarli, li ho già in cantieri per farne altri. Almeno sfrutto la farina di riso glutinoso.🙂

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