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Uno tira l’altro: i miei sgonfiotti!

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Ingredienti

Calcola le porzioni:
250 g farina 00
200 g acqua
9 g lievito di birra
4 foglie lattuga
3 cucchiai olive taggiasche denocciolate
abbinamento vino
Prosecco di Valdobbiadene

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Uno tira l’altro: i miei sgonfiotti!

Caratteristiche:
  • frittura
Cucina:

"Fritta è bona anco 'na ciabatta!" (proverbio livornese)

  • 20 minuti
  • Porzioni 4
  • Facile

Ingredienti

  • abbinamento vino

Istruzioni

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A chi non piace il fritto? Certo, non fa bene mangiarlo spesso perché appesantisce il fegato, è controindicato nelle diete e per chi ha il colesterolo alto, io lo faccio 2 o 3 volte al mese (anche meno) per non esagerare. Ma una cosa bisogna ammetterla: il fritto è davvero buono! E i miei sgonfiotti non sono da meno. Facili, pochi ingredienti, e non contando l’ora di lievitazione anche veloci. Che volere di più?

Ma lo sapevate che il fritto era già conosciuto sin dal 2500 a.C. in Egitto? Usavano il loro olio vegetale. Invece nell’antica Roma friggevano con l’olio di oliva e con lo strutto, sia i dolci che i salati. La frictilia, una ricetta di quel periodo, è probabilmente l’antenata delle nostrane bugie o chiacchere di carnevale. Già nell’antica Roma esisteva lo street food: le cauponae e le tabernae, dei negozi che si affacciavano sulla strada, vendevano diversi cibi fritti, quali frittate, frittelle, salsicciotti. Esistevano inoltre le vere e proprie botteghe di friggitori, citati anche dal poeta Marziale. Nel Medioevo invece amavano friggere con lo strutto. (fonte: Wikipedia)

Bisogna avere qualche accorgimento se vogliamo avere un fritto il più possibile asciutto, leggero e digeribile. Intanto bisogna fare attenzione alla temperatura di cottura. A temperatura ottimale, l’alimento immerso nell’olio fa immediatamente una crosticina, impedendo di fatto di assorbire ulteriore olio. Quando trovate fritti spugnosi o grondante olio, è perché l’olio non era ancora arrivato a temperatura, non ha fatto subito la crosticina e di conseguenza ha assorbito olio.

Poi bisogna scegliere un buon olio, io uso quello di arachidi perché è il migliore per friggere. Il suo punto di fumo è 200°, quindi per friggere a 170°/180° è perfetto. La friggitrice è l’ideale perché mantiene costante la temperatura. Se poi volete un fritto bello croccante, friggiamo alimenti molto freddi e il gioco è fatto.

I miei sgonfiotti, però hanno un difetto gravissimo: finiscono troppo presto! Forse il proverbio “sono come le ciliegie, una tira l’altra” andrebbe rivisitato con “sono come gli sgonfiotti, uno tira l’altro!”. Per le dosi che ho dato ne sono venuti come in fotografia, più 4 o 5 che si sono “persi per strada”: ogni volta che qualcuno passava ne assaggiava uno!!!

Per il ripieno io ho messo insalata e olive, ma va davvero molto a gusto personale. In Liguria, dove fanno i friscieu, frittelline molto simili a queste (gli sgonfiotti sono i miei tentativi di emulare i friscieu genovesi) è tradizione aggiungere della verdura, tipo lattuga, o erba cipollina o salvia. Io avevo anche delle olive taggiasche e ho voluto provare ad aggiungerle, il gusto era strepitoso!!!! Praticamente un ottima sistema per liberarci degli avanzi!

Steps

1
Fatto

la pastella

Cominciamo preparando una pastella, quindi mescoliamo insieme farina lievito e acqua. Ovviamente stiamo attenti a ben dosare l'acqua, la farina risente molto del caldo/freddo e dell'umidità atmosferico, anche i tipi diversi di farine assorbono l'acqua in quantità variabile, quindi dosiamola poco alla volta, deve venire una pastella bella densa. Con la frusta mescoliamo bene per amalgamare lievito farina e acqua, deve risultare setosa e senza grumi.

Copriamola con uno strofinaccio e mettiamola in un luogo caldo e riparato a lievitare per un'ora, io in genere metto i lievitati nel forno così sono al riparo da eventuali correnti d'aria o sbalzi di temperatura, che danneggerebbero la corretta lievitazione. Dopo un'ora e mezzo era pronta. Era aumentata di volume ed aveva tanti bei buchetti, sintomo di una lievitazione riuscita.

2
Fatto

il condimento

Ho tagliuzzato l'insalata e tritato le olive taggiasche, ed ho mescolato il tutto con la mia pastella. E finalmente iniziamo a friggere!!! Olio ben caldo, e aiutandoci con due cucchiai formiamo delle palline e versiamole nell'olio bollente. Sono pronte in pochi minuti.

Mi raccomando, olio non troppo caldo perché le brucerebbe fuori e le lascerebbe crude dentro, quindi dopo averlo fatto arrivare a temperatura di frittura (170°) abbassiamo un pelino la fiamma.

Quando hanno preso un bel colore ambrato si scolano su carta assorbente, si salano, e ci si ritroverà con un bel fritto asciutto e assolutamente non impregnato d'olio.

Ottimi accompagnati con un prosecco, (le bollicine sgrassano il palato), questi snack o stuzzichini d'antipasto hanno un solo problema: creano dipendenza. E non avanzano mai!

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